I migranti alla Torre De’ Zurli

Notizia di ieri è che la prefettura di Cremona ha annullato l’incontro programmato tra il Sindaco di Pianengo e i rappresentanti della prefettura, riguardante il progetto presentato da una cooperativa milanese per portare i migranti presso la struttura della Torre De’ Zurli.

Anche se su diversi giornali si è parlato di 100 migranti, la verità è che non era stato definito un numero, ma è vero che la struttura avrebbe potuto, potenzialmente, ospitarne un numero così alto.

Il sindaco e la maggioranza si sono subito schierati contro questa possibilità. Il PD di Pianengo, che sostiene questa maggioranza, si è subito interfacciato con il sindaco Roberto Barbaglio per capire, condividere e supportare le decisioni che dalla maggioranza sono nate.

CONTRARI AI MODI, NON ALL’ACCOGLIENZA

Il PD di Pianengo sente però il bisogno di chiarire la sua posizione visto il tenore degli articoli usciti su alcune testate locali.

Pianengo nel recente passato ha già accolto dei migranti. Il sindaco Barbaglio e la sua maggioranza hanno lavorato ad un progetto comune con CARITAS, parrocchia e volontari.

Il progetto, che parla di “accoglienza condivisa”, è stato secondo noi lungimirante e rappresenta un fiore all’occhiello per Pianengo.

Quello prospettato in questi giorni, invece, non ci sembra un metodo condivisibile di fare accoglienza. Chi conosce la struttura della Torre De’ Zurli sa che, a causa dell’abbandono e dell’assenza di investimenti da parte dei privati, è fatiscente. Per quanto sia in liquidazione, immaginiamo che l’acquisto abbia un costo. Inoltre la struttura avrebbe bisogno di importanti investimenti per la riqualificazione, per tornare ad essere adeguata all’accoglienza di persone.

Noi non siamo a conoscenza di tutti i dettagli dell’operazione e l’annullamento dell’incontro di domani ci fa pensare che a questo punto non sia neanche importante conoscerli. Quello che speriamo però è che non sia stato un tentativo di speculazione sulla pelle dei migranti. Speriamo che a Pianengo, nel cremasco, ed in generale in Italia, ci sia spazio e volontà per una vera accoglienza di queste persone, che non sia speculazione e sfruttamento. Situazione che hanno già, dolorosamente, avuto modo di conoscere.

 

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Il lungo percorso delle primarie

Con l’8 dicembre si è giunti al termine di un importante percorso congressuale che ha eletto Matteo Renzi a Segretario Nazionale del PD.

In realtà non è un punto di arrivo e forse neanche un punto di partenza come normalmente potremmo pensare. Piuttosto è un punto di svolta, dove non c’è un azzeramento (rottamazione è un termine che proprio non mi piace), ma la scelta di prendere il meglio in termini di competenze ed esperienze ed unire nuove forze e una nuova classe dirigente.

Il rinnovamento proposto da Renzi è stato cercato e fortemente voluto dagli elettori. Nel seggio di Pianengo hanno votato 176 elettori e 103 hanno votato per lui, 53 per Cuperlo e 20 per Civati. Parlo di buona affluenza perché in linea con quelle di un anno fa dove avevano votato 176 persone al primo turno e 157 al ballottaggio tra Bersani e Renzi.

Un’affluenza, importante perché non scontata, che ha portato ad una vittoria netta del nuovo Segretario. Una vittoria che ha ribaltato le votazioni di circolo del 12 novembre e che avevano visto la vittoria di Cuperlo.

Ma il risultato di una votazione democratica che ha coinvolto quasi 3 milioni di persone, soprattutto perché così netta, deve essere accettato. In questi giorno la parola “scissione” non deve essere nel vocabolario politico del PD. Io ho votato per Cuperlo, ma da oggi Matteo Renzi è il mio segretario.

Lorenzo Lombardi
Segretario Circolo PD di Pianengo, Campagnola Cr. e Cremosano

Perché ho fatto la tessera

Questo è un anno strano. Abbiamo vinto le elezioni, ma non siamo in grado di governare. E forse quando ce ne siamo resi conto il contraccolpo è stato talmente forte che abbiamo perso la bussola. Forse ora abbiamo ritrovato una rotta, anche se probabilmente non quella che ci auguravamo.

Ma quando su una nave, imponente come il progetto del PD, si manovra il timone la risposta non è immediata. Passa un po’ di tempo tra la manovra e la risposta, tra la voglia di andare in una certa direzione e il realizzarsi di questa idea. E il tempo e il risultato dipendono anche dalla volontà di andare tutti nella stessa direzione e qui sta il perché ho fatto la tessera. Continua a leggere Perché ho fatto la tessera

Il problema non è l’Europa

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In questo periodo sento ricorrere spesso l’argomento Europa. Quasi sempre l’argomento viene trattato con con toni decisamente negativi, come un problema. Personalmente non credo che i problemi dell’Italia siano da ricercare in una Europa, certo imperfetta e forse ancora immatura. Forse le soluzioni cercate con l’Europa non sono state buone, ma le cause sono tutte italiane. Le soluzioni sbagliate sono figlie di una classe politica che forse ha ancora molto da capire sul concetto di Europa e soprattutto di Unione Europea.

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Un martedì post-elettorale

Il giorno dopo quella che, onestamente, dobbiamo definire una sconfitta elettorale, c’è sempre un misto di rabbia, delusione, voglia di ripartire più forti di prima… Ma intanto, mi fermerei a riflettere su questa campagna elettorale, senza l’idea che sia stata tutta sbagliata, ma senza neanche la certezza che sia stata perfetta.

Certo, abbiamo “giocato” con una legge elettorale assurda, definita “porcata” dal suo stesso ideatore, Calderoli. Ma tutti hanno partecipato con le stesse regole, quindi non può essere una scusa sufficiente. È stato come quando ci si trovava al campetto con gli amici e arrivava quello più antipatico con l’unico pallone e la prima frase pronunciata era: “Il pallone è mio e decido io!”. Poco simpatico, ma siamo tutti più o meno nelle stesse condizioni.

La prima considerazione che mi viene in mente è che il PD soffra evidentemente di un deficit comunicativo. Dai risultati elettorali emerge lo spaccato di un corpo elettorale formato da macro gruppi abbastanza precisi. Da una parte lo zoccolo duro di quella fascia di popolazione, per lo più anziana, che per informarsi usa la TV. Dall’altra i più giovani che utilizzano per informarsi, e non solo, Internet. I primi catturati da Berlusconi e le sue televisioni, i secondi da Grillo e il suo blog. E il PD? …Il PD è in mezzo. Non ha televisioni e forse non ha usato nel modo giusto i nuovi strumenti messi a disposizione da Internet. Renzi, ad esempio, ha sfruttato molto bene questi strumenti e oggi molti, se non tutti, sono d’accordo che con Renzi avremmo vinto. Io personalmente non sono d’accordo, forse con la sua candidatura avremmo spostato l’elettorato più a destra, ma senza per forza riuscire ad ampliarlo e, ad ogni modo, non ne abbiamo la controprova.

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La responsabilità richiesta al PD

Arrivati allo scoglio della legge elettorale, la classe politica italiana torna a mostrare il suo volto peggiore. L’asse PDL-Lega si ricrea dimostrando all’Italia come vent’anni di mal-governo, sapientemente alternato a non-governo, che potevano sembrare ormai conclusi, di fronte all’interesse di partito possono rinascere in poche ore… Al peggio non c’è mai fine…

L’irresponsabilità di questi atteggiamenti sta nel creare un clima di assoluta incertezza nel dopo-Monti. Tornare alla situazione politica di qualche mese fa non va bene, non è positivo per il paese. Tornare a fare una campagna elettorale in cui si attacca il governo Monti prospettando facili soluzioni non è più accettabile e neanche sostenibile per il paese e la sua economia. Basta vedere come hanno reagito i mercati alla situazione creatasi all'”annunciazione”, perché di cosa miracolosa si tratta, della (ri)discesa in campo di Berlusconi.

In questo quadro di assoluta irresponsabilità la mia speranza è che il PD sappia dare un ulteriore esempio di responsabilità e di credibilità. Farsi trascinare in “beghe” da chi ha voluto l’attuale legge elettorale, si perché il “Porcellum” nasce da una proposta del sempre lungimirante ministro Calderoli, non è certo un atteggiamento intelligente. Non è quello che vuole e che serve all’Italia.

Il fallimento dell’antiberlusconismo

Qualche giorno fa su Repubblica Firenze ho letto un articolo di Matteo Renzi. Il sindaco risponde ad un articolo di Sandra Bonsanti uscito un paio di giorni prima.

Il tema dell’articolo è, per dirlo in poche parole, la sinistra e l’antiberlusconismo. Argomento interessante visto la (ri)discesa in campo del cavaliere.

Benché io non sia tra gli estimatori di Renzi, in questo articolo dice due cose che condivido pienamente.

“Non parleremo dalla mattina alla sera del Cavaliere di Arcore. Parleremo dell’Italia e dei suoi valori”.

Negli ultimi vent’anni la sinistra italiana ha trovato la propria identità nell’antiberlusconismo, smettendo così di essere una vera alternativa. Questo atteggiamento ha sostanzialmente segnato la sua sconfitta, perché non è stata percepita come alternativa credibile e con dei programmi credibili.

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